La stampa a freddo rotativa, utilizza lamine metalliche di ogni genere per dare effetti stupendi su tutti i supporti patinati in commercio.

Si realizza in un gruppo flessografico con un particolare inchiostro che il rullo anilox carica nel clichè che poi trasferisce al supporto, la lamina si posa nelle parti inchiostrate del materiale a velocità altissime, fino ad arrivare a 100 m/min, per nobilitare anche etichette di grandi volumi.

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    FAQ – Domande frequenti

    La stampa a caldo usa calore e una matrice metallica per “imprimere” il foil, ideale per effetti a rilievo e massima brillantezza su carte naturali. La stampa a freddo usa un adesivo UV per fissare il foil in linea; è più veloce, permette di stampare colori sopra l’argento ed è più economica per grandi tirature su materiali plastici.

    La stampa foil a freddo è una tecnica di nobilitazione che permette di applicare una lamina metallizzata (il foil) su un supporto senza l’uso di calore o matrici incise. Il termine “foil” si riferisce al nastro sottilissimo composto da strati di poliestere, alluminio e resine che, una volta trasferito sull’etichetta, dona un effetto a specchio estremamente brillante. A differenza del metodo a caldo, il foil a freddo viene “incollato” sulla superficie tramite un adesivo sensibile ai raggi UV, rendendo il processo incredibilmente rapido e ideale per la stampa di precisione su materiali plastici e sintetici.

    In genere, la stampa a freddo dà il meglio di sé su superfici lisce e non assorbenti, come il polipropilene o le carte patinate. Su carte molto porose (come quelle “uso mano” per il vino), l’adesivo UV tende a essere assorbito dalle fibre, riducendo la brillantezza del foil. Per questi materiali, consigliamo solitamente la stampa a caldo, che grazie alla pressione meccanica garantisce una resa perfetta anche sulle texture più difficili.